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La poesia del tamburino

La barca è stata assegnata ed inserito a prua il numero d’acqua da utilizzare in gara. Sono già seduta in quello stretto sedile posto in alto a dominare la barca, con il tamburo stretta dalle ginocchia, Gli atleti salgono occupando ognuno il posto che gli è stato assegnato e mentre li guardo salire ne riconosco in ciascuno, uomo o donna, il nome, l’entusiasmo, la voglia di pagaiare per fare una bella gara e possibilmente vincere.
La barca si stacca dalla sponda e con poche pagaiate siamo già in direzione della partenza. La lunga barca con la colorita testa e coda di drago scivola sull’acqua, le pagaie entrano in profondità e tirano là dove fa più resistenza.

Batto il tamburo con lo stesso tempo di pagaiata del capovoga ed entriamo così in sintonia. Ci scambiamo gli ultimi accordi, le ultime raccomandazioni che trasmetto ai ragazzi:



Concentrati,
Respirate,
Attenzione al cambio di pagaiata,
Non fate scendere di ritmo la barca”.

Siamo tutti tesi e guardo ognuno di loro in un colloquio silenzioso fatto di affettuoso incoraggiamento.
Eccoci sulla linea di partenza con gli altri equipaggi, il cuore mi batte forte, tengo la mano alzata finché non li vedo tutti concentrati, pronti per dare il meglio.

UNA BELLA PARTENZA E’ META’ VITTORIA!

Sono tutti pronti, abbasso la mano ed attendo la voce del Giudice Arbitro, in quel magico “Are you ready? Attention, GO!”

Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque.

Batto sul tamburo il numero dei colpi convenuto che, con potenza, fanno partire velocemente la barca. Ecco, ha preso il via, scivola sull’acqua che le pagaie schiaffeggiano, violentano, provocando una cascata di schizzi che ci bagnano completamente. Sono concentrata sul capovoga, incito i ragazzi gridando “lunga……lunga e potente……forza”.

Controllo le altre imbarcazioni e se la posizione è favorevole incito ancora più forte e l’emozione cresce sempre di più.
Siamo vicini al traguardo, gli ultimi 50 metri, incito per le ultime pagaiate potenti, la barca non deve scendere, la squadra ce la sta mettendo tutta, ognuno dà il meglio di se stesso, ancora pochi metri e tutto si è concluso.

Chiudo gli occhi, respiro profondamente per allentare la tensione. Qualunque sia il risultato guardo i miei ragazzi: sono tutti belli nello sforzo fisico e emotivo e per ogni emozione che da loro mi giunge dico a tutti, compreso il timoniere, figura decisiva in barca,

“GRAZIE, GRAZIE DI CUORE”


Orlanda Cappelli
Tamburino Nazionale Malmoe, Svezia 2000
(La Nazionale nel 2000 a Malmoe ha vinto 4 medaglie d'oro, 2 d'argento e 4 di bronzo)
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